Odg. Quartiere Navile di Bologna del 13/aprile/2017 relativo all’impatto ambientale del Marconi

aereo su pescarola

Il Consiglio del Quartiere Navile riunito nella seduta del 13 aprile 2017

esaminata

la petizione presentata in Comune dal Comitato per la compatibilità Aeroporto – Città di Bologna in data  27 giugno 2016 (P.G.219211/16);

preso atto

  • della riunione della Commissione Ambiente del Quartiere del 18 luglio 2016;
  • della udienza conoscitiva della Commissione consiliare Ambiente e Territorio del Comune di Bologna del 18 gennaio 2017, richiesta dal presidente del Quartiere;
  • della riunione dei capigruppo del Consiglio del Quartiere Navile del 24 marzo u.s.;

appreso

con soddisfazione dell’ordinanza di divieto dei voli notturni su Bologna e del rinnovato impegno di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. a collaborare per la compatibilità dell’aeroporto;

impegnato

a lavorare per la compatibilità dell’aeroporto Marconi, in particolare per la difesa della salute delle categorie più fragili, a cominciare dagli studenti delle scuole e dalla popolazione anziana;

invita il Consiglio  Comunale  e la Giunta

ad adoperarsi per le seguenti azioni:

  • che eventuali voli notturni siano prontamente giustificati;
  • ad approntare uno studio relativo agli impatti sanitari ed ambientali, da rendere pubblico alla cittadinanza;
  • a rilevare puntualmente il rumore nei punti maggiormente sensibili con il miglioramento del sistema delle centraline, organizzando un monitoraggio sistematico e il ripristino della centralina Arcoveggio;
  • a prendere in considerazione la possibilità di una tariffazione differenziale tra Pista 12 e Pista 30 (competenza Enav Enac);
  • a fare rispettare le procedure di decollo in direzione di Bologna come da documento commissione aeroportuale ed a sanzionare, ai sensi della legge regionale, in modo congruo le inadempienze relative alle procedure antirumore (competenza Enav Enac) mettendo a disposizione le somme a favore di interventi per la popolazione più esposta per opere di mitigazione ambientale e/o insonorizzazione delle abitazioni;
  • a revisionare la zonizzazione acustica dei dintorni aeroportuali con metodologie aggiornate;
  • a confrontare le rilevazioni delle tracce radar e delle centraline antirumore con eliminazione discordanze e pubblicazione su sito di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. o ARPABO entro max un mese;impegna il presidente di Quartiere a
  • organizzare ogni anno almeno un’assemblea pubblica con cittadini singoli e associati;
  • richiedere ogni anno un’udienza conoscitiva alla competente commissione del Consiglio Comunale;
  • promuovere un incontro con parlamentari e Consiglieri Regionali eletti a Bologna sulle normative aeroportuali.

Il Presidente pone in votazione l’O.d.G. n. 16.

Esito della votazione:

Presenti n. 14

Favorevoli n. 14   (Centro Sinistra per Navile, Movimento 5 Stelle, Insieme Bologna Città Metropolitana, Centro Destra per Navile, Coalizione Civica per Bologna)

Contrari  n.  –

Astenuti n.  –

Il Presidente dichiara approvato l’atto O.d.G. n. 16 all’unanimità.

 

Condividi:

RISPOSTA DELLA REGIONE (9 febbraio 2017) e CONTRORISPOSTA COCOMPAER

Aeroporto di Bologna, la pista

Risposta RER 9 febbr

Gentile dott.ssa Bissoli

Tramite il Difensore Civico, ci è pervenuta la sua risposta, i cui contenuti confermano le preoccupazioni di noi cittadini delle zone nord di Bologna per l’impatto dell’aeroporto Marconi sulla qualità della nostra vita.

Il fatto è che le decisioni della Commissione aeroportuale restano regolarmente sulla carta e i comportamenti  di Enav ed Enac sono in concreto diametralmente opposti. Ad esempio l’uso preferenziale della pista 30 (direzione Modena)  per i decolli, presente sin dalla emissione di un notam nel 1989, è vanificato dalla ampiezza della eccezione per motivi meteo o di sicurezza, mai meglio specificati.

Dai dati radar forniti da Sab dal 2009  (dati  che abbiamo rielaborato nella tabella seguente) si vede chiaramente che la pista 12 (direzione Bologna) è largamente la più usata per i decolli ed a nulla sono servite le misure di disallineamento del 2012 e l’installazione dell’Ils da est del 2015. Spesso addirittura oltre i due terzi dei decolli avvengono su Bologna.

Pista12 %  dec %  dec %  dec %  dec %  dec %  dec %  dec %  dec %  dec
Mese 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 media mese
Gen 46 51 63 58 49 60 57 47 54
Feb 48 42 64 51 54 61 53 51 53
Mar 54 45 66 64 n.d. 65 69 46 59
Apr 63 62 n.d. 62 65 63 64 53 62
Mag 69 60 n.d. 67 62 65 54 51 61
Giu 69 68 n.d. 67 67 68 64 50 65
Lug 65 65 73 64 65 58 64 55 64
Ago 67 61 66 62 61 63 52 67 62
Set 66 66 66 69 66 65 52 68 65
Ott 64 65 60 63 65 58 35 67 60
Nov 60 68 72 57 58 n.d. 47 67 61
Dic 49 58 59 53 61 n.d. 62 68 59
media anno 61 60 67 62 62 63 56 58 61

 

Come vede, solo 11 mesi su 90 hanno percentuali inferiori al 50%, e di pochissimo, mentre il ristoro riscontrato fra ottobre 2015 e marzo 2016 è stato immediatamente vanificato, probabilmente a seguito delle proteste dei residenti nei dintorni di via Barbieri impressionati dall’aumento contemporaneo degli atterraggi. Infatti dall’agosto del 2016 il trend è stato ristabilito, addirittura peggiorandolo, con 5 mesi consecutivi sopra i due terzi.

Nessuno ha mai specificato quale livello di ventosità corrisponda ad un aumento di rischio in decollo ed in cosa consista in realtà il termine sicurezza: crediamo che la Commissione aeroportuale dovrebbe regolamentare la materia.

Lo stesso problema si esplica nel “rispetto delle procedure da parte dei vettori”:  non risulta che mai sia stata attuata le procedura prevista nè, tantomeno, sancite le inadempienze dei piloti da parte di Enac.

Fra le prescrizioni contenute nel decreto  MATTM del 25/02/2013 leggiamo, tra l’altro, che “ l’impatto acustico dovuto alle previsioni del Masterplan è da ricondurre principalmente al rumore indotto dall’aumento dei sorvoli aerei nei diversi scenari di progetto, ed in particolare ai decolli in direzione della città di Bologna (decolli per pista 12). Oltre all’aggiornamento delle procedure antirumore ed all’attivazione del sistema ILS per la pista 12 (operazioni compiute), è indispensabile che ENAC renda operativo il regime sanzionatorio delle violazioni delle procedure di decollo anti-rumore, per minimizzare la dispersione dei sorvoli sul territorio abitato ed il conseguente impatto acustico sulla città. Sarà inoltre necessario rivedere la definizione dell’intorno acustico aeroportuale quando ENAC riprenderà i lavori della Commissione.”

Anche queste sono parole rimaste sulla carta. Dopo 4 anni siamo ancora in attesa. Ci pare evidente che siano più che giustificate le nostre preoccupazioni sul fatto che l’impatto ambientale del Marconi non sia considerato una priorità.

Desidero richiamare la sua attenzione anche sulle discrepanze che continuamente riscontriamo  fra i dati riportati dalle statistiche delle centraline, i dati radar ed i dati dei movimenti commerciali forniti da Assaeroporti. Nella tabella seguente sono riepilogati i dati di tre settimane del 2016 a rischio superamento LAV 65 decibel relativi alla centralina 6 di Pescarola che dovrebbe registrare tutti i movimenti verso est, mentre in rosso sono riportati i dati radar di decolli (d), atterraggi (a) e i totali (t):

Come può notare, alla centralina mancano rispettivamente 69, 47, 66, movimenti settimanali (dal 7 al 14% del totale). Sarebbe interessante ricavare, statisticamente, il rumore registrato dagli aerei in più per vedere se, per caso, in due dei tre quadrimestri previsti dalla legge siano stati superati i fatidici 65 decibel previsti come limite.

Oltretutto pure i dati radar sono regolarmente inferiori ai movimenti commerciali  forniti da Assaeroporti. Nella seguente tabella abbiamo riportato il confronto annuale dal 2009 al 2016: per l’anno 2011 abbiamo tolto da Assaeroporti i dati di aprile e maggio, dal 2013 il dato di marzo e nel 2014 quelli di novembre e dicembre in quanto mancanti dei corrispettivi dati radar:

anno dec.tot att.tot tot.mov assaerop diff %
2009 32046 31922 63968 64925 957 1,47
2010 34024 33886 67910 70269 2359 3,36
2011* 27531 27045 54576 57503 2927 5,09
2012 33841 33142 66623 67529 906 1,34
2013** 29782 29165 58947 60260 1313 2,18
2014* 27177 26601 53778 55466 1688 3,04
2015 31700 32226 63962 64571 609 0,94
2016 33143 34440 67583 69697 2114 3,03

Come può notare, mancano spesso migliaia di voli che però raggiungono ugualmente orecchie e sistema circolatorio dei cittadini.

Se aggiungiamo alle discrepanze fra centraline e radar quelle fra radar e attività commerciali pubblicate da Assaeroporti vediamo che possiamo arrivare a supporre che la centralina 6 possa registrare a volte anche il 20% in meno dei movimenti.

Chiediamo a gran voce che il sistema di controllo sia messo in condizione di registrare la realtà in modo chiaro e trasparente. 

L’Unione europea, più volte e in varie direttive, ha esortato gli amministratori pubblici a maggiore trasparenza e informazione nei confronti della cittadinanza sulle problematiche che riguardano il rumore aeroportuale.

Per quanto riguarda la frase ”non si sono riscontrati superamenti dei limiti di legge”, da lei utilizzata,  c’è un ulteriore punto debole  in questa affermazione.

I famosi limiti di legge antirumore (DM 31/10/1997) sono tarati sugli individui adulti  e non sui bambini. E i bambini più sono piccoli più sono sensibili, secondo gli esperti, ad ogni tipo di inquinamento, compreso quello acustico. E nelle zone del Navile più interessate dalle rotte degli aerei ci sono  asili nido, scuole materne, scuole elementari e scuole medie con migliaia di bambini.

Va sottolineato l’episodio paradossale delle scuole elementari Silvani di via Selva di Pescarola. Nell’incontro di presentazione della Nuova Roveretolo avvenuto lo scorso 12 dicembre è stata illustrata la nuova opera che sostituirà il passaggio a livello di via del Pane. Questa nuova strada passerà vicino le scuole elementari Silvani. Giustamente è stato detto che è prevista una barriera fonoassorbente in prossimità della scuola per attutire il rumore  del traffico stradale.

E il rumore  proveniente dall’alto, dal traffico aereo?  Il 19 e il 20 dicembre scorsi, prima delle vacanze di Natale, sono passati sopra le scuole Silvani dalle 8.30 alle 16.30  48 e 46 aerei. Possiamo immaginare quanti aerei passano sopra quella scuola e sopra le altre scuole della zona nei mesi di aprile  e maggio e nei primi giorni di giugno prima della fine dell’anno scolastico quando si intensifica il traffico aereo. A maggio e giugno spesso è impossibile fare lezione con le finestre aperte a causa del rumore causato dagli aerei e talora occorre addirittura interrompere le lezioni a causa del passaggio di un aereo troppo rumoroso.

Sottolineo che le scuole elementari Silvani si trovano a qualche centinaio di metri in linea d’aria dalla centralina n. 6, presa a riferimento per il livello di rumore. Ebbene nel mese di maggio 2016, mese di normale attività scolastica, questa centralina ha fatto registrare quasi sempre livelli di rumore sopra i 60  LVA e addirittura 2 giorni con livelli di rumore molto elevati: lunedì 2 maggio e venerdì 20 maggio i livelli di rumore sono stati rispettivamente addirittura di 66,73 LVA e 65,49 LVA (dati ufficiali SAB). Quindi il rumore che si sono dovuti sorbire i bambini è stato elevatissimo persino per gli adulti.

Che il disagio alle scuole Silvani sia forte è stato testimoniato anche recentemente dalla stampa (Repubblica Cronaca di Bologna del 20 gennaio 2017).

Da ultimo, ma non per importanza,  non possiamo non  rimarcare il diverso atteggiamento  della Regione, rispetto al Comune, nei confronti della nostra petizione presentata in data 27 giugno 2016 al Comune e in data 28 giugno alla Regione e accompagnata dalle firme di 1.700 cittadini.

Il Comune, nella persona dell’Assessore all’Ambiente e al Territorio  Valentina Orioli, ci ha risposto, in tempi più che ragionevoli,  in data 12 ottobre 2016.

La risposta della Regione ci è pervenuta, tramite il Difensore Civico, solo in data 23 febbraio 2017 e dopo che più volte avevamo sollecitato tale organo, cui peraltro va il nostro ringraziamento per la solerzia dimostrata. Inoltre la risposta è pervenuta dal suo ufficio e non da un organo politico.

Leggendo la relazione generale del Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) al 2020 si cerca invano anche un minimo cenno al rumore aeroportuale  e al disagio che il Marconi crea a migliaia di cittadini, con forte impatto negativo sulla qualità della loro vita e sulla loro salute.

Notiamo quindi con profondo rammarico che il problema sia sottovalutato e che la salute dei cittadini, tutelata dall’art.32 della Costituzione, non sta evidentemente a cuore della regione Emilia – Romagna, forse più interessata agli aspetti economici del Marconi.

Ma se il diritto, il diritto fondamentale alla salute, viene subordinato alla finanza si fanno gli interessi di pochi a danno della collettività.

 

Per il comitato per la compatibilità aeroporto – città di Bologna

Gianfilippo Giannetto

Condividi:

PASSANTE SI O NO… PAOLO SERRA 28/11/2017

PASSANTE BO

Fioccano sui media cittadini, da parte di Comitati, cittadini ed esperti, posizioni nettamente contrarie al progetto di potenziamento dell’asse tangenziale/autostrada.

Tutte le considerazioni ambientali sono perfettamente giustificate. Sappiamo bene quali sono le condizioni tipiche della pianura padana che meritebbe un piano interregionale di contenimento di qualsiasi motore a combustione interna che tenesse come priorità la concentrazione degli investimenti pubblici su servizi ferroviari cadenzati ed affidabili che non pare proprio quella della nostra Regione. Il Servizio Ferroviario Metropolitano Bolognese langue da 20 anni fra continue amputazioni progettuali e rinvii attuativi. A questo proposito auspico che negli interventi pubblici non ci si limitasse a denunciare genericamente le carenze culturali nei confronti del trasporto via ferro ma si citasse ogni volta proprio l’esempio concreto del SFM che, implementato secondo accordi già presi più volte e mai mantenuti, potrebbe togliere dalla tangenziale e dalle radiali, altrettanto a rischio ambientale se non peggio, parecchie decine di migliaia di auto di pendolari ogni giorno.

Detto questo, però, temo che queste contrarietà siano figlie di un vizio concettuale. Danno per scontato che i pubblici poteri, locali e nazionali, dispongano autonomamente delle risorse finanziarie per affrontare il problema del bacino di traffico bolognese, il chè, in tutta evidenza non è vero, basta osservare i ritardi pluridecennali dei meno impegnativi sottonodi di Rastignano e Casalecchio. Vista la totale assenza di possibilità di aumentare il debito statale alle istituzioni non è rimasto che farsi surrogare da privati. Così è stata convinta la Autostrade spa a farsi carico del problema della tangenziale pur non avendo tra le proprie priorità il potenziamento della A14.

Non credo che ci siano dubbi che l’attuale progetto sia il meno complessivamente impattante sul territorio fra quelli di cui si è parlato. Bocciare anche questo, però, non significherebbe automaticamente passare ad uno migliore, se esiste, ma mantenere lo statu quo ante, ovvero accantonare il problema, se non per sempre certamente per decenni. Non credo che ci sia cittadino bolognese, urbano o metropolitano, che lo possa auspicare.

Tutti vorremmo sempre poter scegliere fra progetti virtuosi ma la realtà, a volte, e nel “Bel Paese” purtroppo troppo spesso, ci obbliga ad accontentarci del male minore cercando di minimizzarlo, come mi sembra si stia facendo in questi convulsi mesi di assemblee pubbliche.

Paolo Serra

Condividi: