MENU’ COMPLETO PER IL CENTRO paolo serra l’unità 8 aprile 2012

Uso strade centro storico Bologna

Pedonalizzazione del centro storico di Bologna: il menù è completo

Il 5 ottobre scorso commentando  primi week end pedonali a Bologna col titolo ironico/nostalgico “Tagliatelle di Domenica” chiedevamo che si arrivasse in fretta  anche al normale menù settimanale. Ora il menù è stato completato e, dopo un giro nei Quartieri del Centro Storico (forse ci sarebbe stata bene anche un’incursione in Bolognina fino a piazza dell’Unità e a Porto fino alla ferrovia), martedì 3 aprile in Sala Borsa è stato ufficializzato. Il piano “Di Nuovo in Centro” è un compendio di misure abbondantemente sperimentate in tutta Europa e le contestazione che riceve mostrano generalmente la corda di una visione del mondo anni ’50 completamente superata dai tempi: quella dell’auto privata come simbolo di stato sociale e di libertà individuale totale ed inalienabile, illusione che cozza inevitabilmente con le dimensioni fisiche non solo delle nostre ma anche delle città statunitensi, costruite per le automobili e che, ora, stanno abbattendo superstrade urbane per dotarsi di trasporti pubblici. C’è stato un tempo nel quale i bolognesi sono stati affascinati dall’idea di poter andare tutti in auto in piazza Maggiore ed ivi parcheggiare, dimenticando che non ce ne sarebbero state più di 250, e le altre 250.000 (n.b. dei soli residenti)? Per commentarlo restando nel campo della ironica nostalgia potremmo usare il vecchio detto del contadino che dopo aver pregato Sant’Antonio di far cessare la siccità, cosa tornata di moda di questi tempi, si vide i campi inondati da un’alluvione e sbottò nell’indimenticato: “Troppa grazia Sant’Antonio”. Sì, perché, forse, se ha un difetto, il piano DNiC è quello della ridondanza, difetto, peraltro, facilmente eliminabile durante l’attuazione che ci aspettiamo non segua i soliti canoni italici del rinvio continuo. Per esempio, visti i tempi finanziariamente grami, non pare prioritaria la “Tangeziale delle biciclette”. La geometria ci insegna che in un esagono, sebbene irregolare, il punto più breve per collegare due punti non passa certo per il diametro. Se il Centro diventerà il regno dei pedoni e dei ciclisti per andare da una radiale all’altra nessuno percorrerebbe i viali, con il problema dell’attraversamento dei casseri delle Porte, specie in tutta la zona a nord che comporta il superamento della ferrovia, e se le due radiali sono adiacenti perché spingersi fino ai viali? La ciclabile sulla circonvallazione ha senso reale solo fra Porta Saragozza e Porta Castiglione, che alle spalle hanno la collina, basta contare quanti usano il pezzo esistente fra Porta Mazzini e Porta San Vitale per trarre le dovute conclusioni. Un altro punto da esaminare molto attentamente è la diversificazione dei percorsi del trasporto pubblico fra la settimana lavorativa ed il week end. La norma del TPL ci insegna che ogni variazione di percorso dalla consuetudine fa perdere utenti, mentre la popolazione anziana di Bologna aborrisce i cambi di vettura, non solo per la fatica fisica ma anche per paura di sbagliarsi. L’Europa è piena di vaste zone pedonali dove girano tram e filobus, ma non le biciclette, se non a mano, noi abbiamo invertito l’usanza. Se l’obiettivo è di consentire a tutti l’accesso migliore possibile ad una zona piena di diversificate attrattività forse è il caso di rifletterci bene.

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