“Il Sfm e la tela di Penelope. Un’Odissea lunga vent’anni” l’Unità 15 giugno 2013 paolo serra

SFM MAZZINI

Penelope e il Servizio Ferroviario Metropolitano

Intanto Io, finché  il dì splendea, l’insigne tela Tesseva, e poi la distessea la notte, Di mute faci alla propizia fiamma.

Così, nella traduzione di Pindemonte, Omero fa descrivere a Penelope lo stratagemma per ritardare le nozze con uno dei suoi pretendenti. Nello stesso modo si potrebbe descrivere l’incessante altalenare che  la Regione Emilia-Romagna propina a chi attende da quasi 20 anni il compimento della tela del Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna.                                                                                 La prima intesa fra EE.LL, Min.Trasp. e FF.SS risale al 29/07/94 ed il relativo “Accordo Attuativo”, con conclusione della conferenza dei servizi, al 17/07/97. Prevedeva  una rete di 280 Km di binari su 9 direzioni, 4 collegamenti passanti e 2 attestati a Bologna Centrale, 87 stazioni/fermate di cui 22 nuove e 3 di interscambio (Prati di Caprara con 4 linee, San Vitale/Rimesse con 3 linee, Aeroporto/Bencivenni con 2 linee). Cadenzamenti a 30 minuti di base, con 15 di punta e 60 di morta, percorrenza 6 milioni di km l’anno per 150/200mila passeggeri con un costo di esercizio di 62 milioni di euro di cui la metà coperti dai ricavi. Investimenti in materiali rotabili 210 milioni. Il tutto in esercizio definitivo al ripristino dei binari di Bologna Centrale susseguente il completamento della stazione A/V sotterranea. Successivamente prima Guazzaloca poi Cofferati, col supporto della Regione, giudicarono troppo modesto il collegamento SFM con il Marconi e progettarono, il primo un ramo della Mab, ed il secondo il People Mover, per cui furono sospesi i lavori in via Bencivenni e la stazione Aeroporto fu dimezzata sulla sola linea per Modena e rinominata Borgo Panigale-Scala.                                                                                                        Dati i ritardi dell’A/V si giunse da un nuovo  “Accordo per il Completo Sviluppo e Attuazione del SFM”  il 19.06.2007. Prevedeva due traguardi. Il primo l’attivazione completa, al 2012, delle quattro linee passanti SFM1: (Porretta)-Marzabotto–Bologna–Pianoro-(S. Benedetto VS) SFM2:Vignola–Bologna– Budrio Portomaggiore SFM3: (Poggio Rusco)-Crevalcore–Bologna S. Ruffillo SFM4:(Ferrara)-S.Pietro in Casale-Bologna-Imola, e delle due linee attestate a Bologna Centrale, SFM5: Bologna –Modena SFM6: Bologna –Fiera, con l’assetto base previsto nel 97. Il secondo traguardo era il potenziamento, dal 2015, con l’aggiunta di treni veloci con meno fermate, l’aumento dei cadenzamenti  a 15 minuti nelle ore di punta, e di quelli a 30 di base. Malgrado ciò la Regione l’anno seguente cassò il progetto di interramento della parte urbana est della SFM2 che prevedeva la possibilità futura del raddoppio dei binari e lo sostituì con un progetto a binario unico che impedirà per sempre i potenziamenti già previsti. Fortunatamente alla cattiva sorte (diciamo così) che solo ora permette di inaugurare la Stazione A/V di Bologna si è accoppiata la buona novella che i fondi già destinati prima alla Mab  e poi alla Metro-Tramvia potranno essere destinati, quando saranno smobilizzati dal Governo, anche per il SFM e verranno completate le sei fermate urbane che ancora mancano. Questo fa deplorare ancor di più le decisioni della Regione di finanziare il terzo di un People Mover per il quale da cinque anni inutilmente si cercano capitali privati, mentre con quei 30 milioni si potrebbe facilmente completare la fermata Aeroporto interrotta e riprendere il progetto cassato della Bologna Budrio. Rimarrebbero anche circa 12 milioni disponibili per i tanti miglioramenti possibili …                                                                                                                       Penelope, almeno, aveva delle buone ragioni…

Condividi:

2 pensieri su ““Il Sfm e la tela di Penelope. Un’Odissea lunga vent’anni” l’Unità 15 giugno 2013 paolo serra

  1. Considero l’operazione mediatica che è stata fatta con l’apertura della stazione Mazzini di “avvio del sistema ferroviario metropolitano” un’operazione ignobile di presa in giro ( e sono troppo cortese) dei cittadini e sopratutto degli utenti. Si è aperta una stazione (MAzzini) che si poteva aprire da tempo, per fare dimenticare l’operazione principale che ci si sarebbe aspettato dalla liberazione dei binari della stazione centrale: il collegamento tra i treni che provengono da una parte e dell’altra della città. Operazione quasi a costo zero: basta lavorare al collegamento di treni che esistono già. Bene, il giorno del lancio del SFM, rispetto al progetto indicato sul sito della provincia, la linea SFM1 è diventata SFM1A (per porretta) e SFM1B. Praticamente non è cambiato nulla: solo una presa in giro. Forse non hanno avuto il tempo di lavorarci, anche se i ritardi della Stazione AV consentivano di pensarci … Di due cose l’una: o se ne fregano, o non sono capaci. Adesso aspettiamo il nuovo orario, ma ho poche speranze. Di sicuro, questa giunta provinciale non la voterò più.

  2. Pare che RFI non veda molto di buon occhio le linee passanti perché la costringono a razionalizzare il nodo. Quindi Trenitalia non spinge certo per affrettare l’implementazione. Fra l’altro i fondi per il ripristino dei binari sopra la linea A/V non sono previsti almeno fino al 2016. Degli enti locali l’unico che spinge è la Provincia, che verrà cancellata, mentre Comune e Regione si disinteressano, o peggio… Speriamo nella Città Metropolitana…se mai la vedremo in azione….

Rispondi a Sylvain Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *