In bici contromano: chi ha detto che è pericoloso? Paolo Serra l’Unità 15 aprile 2012

Controintuizioni: in bici contromano

La realtà, a volte, è contro intuitiva, e questo scombussola il nostro cervello mentre riceve le informazioni dai cinque sensi recettori (c’è chi dice siano di più ma lasciamo perdere  gli esoterismi). Per esempio il  cosiddetto “homo sapiens” (caro Linneo quanta fretta nel regalarci questo aggettivo, non sarebbe stato più adatto “credulus” vista la fortuna che la finzione, nelle sue mille forme, ha nelle nostre società, ben superiore alla sapienza?), il sapiens, dicevamo, ci ha messo decine di migliaia di anni prima di accorgersi che è la Terra che gira attorno al Sole, e non viceversa (e la Chiesa Cattolica addirittura 4 secoli di più) proprio perché alzando la testa credeva di vedere il Sole girargli attorno. Un fenomeno del genere sta sconvolgendo la testa di molti bolognesi all’annuncio che il Ministero dei Trasporti ha reso possibile pedalare in bicicletta contromano  nelle strade a senso unico larghe oltre 4,25 metri delle zone 30, cioè in tutto il Centro Storico (anche se ai 30 in centro ben pochi si adeguano), e l’assessore Colombo, ricevuto l’assist, ha subito affermato la propria adesione, segnando un bel canestro.   Risultato: alti lai da più parti per il supposto pericolo di incidenti, come se oggi girare in bicicletta non fosse pericoloso. Eppure basta riflettere un poco per osservare che, in questo modalità, visto che i ciclisti non hanno né occhi sulla nuca né specchietti retrovisori, le attenzioni messe in campo sono due anziché una, raddoppiando la possibilità di evitare un incidente. D’altronde lo stesso Codice della Strada vigente, per la stessa ragione, impone ai pedoni  stessi la mano sinistra quando percorrono strade senza marciapiedi. Il metodo inoltre è stato abbondantemente sperimentato in tante città, europee ed italiane, grandi e piccole, come Parigi e Reggio Emilia, da essere ormai al di sopra di ogni sospetto. Certo questa indicazione costringerà tutti, autisti, ciclisti ed anche i pedoni, ad una maggior attenzione nel circolare, con le mani sui rispettivi volanti e manubrii, e non attaccati ai cellulari o alle sigarette, e con gli occhi sulla strada e non rivolti verso il cielo per cercare concentrazione per rispondere a tono agli interlocutori. Nient’altro che una piccola benefica evoluzione verso la consapevolezza che una massa in movimento tende a mantenerlo e, perciò, va tenuta il più possibile sotto autocontrollo.

Condividi:

Un pensiero su “In bici contromano: chi ha detto che è pericoloso? Paolo Serra l’Unità 15 aprile 2012

  1. Ottimo! Era ora che ci rendessimo conto che un ciclista che smonta dalla bici e le cammina a fianco, occupa più spazio di un ciclista in sella. Questa novità potrebbe forse anche aiutare gli autisti a ricordare il limite dei 30 km/h? A quella velocità è impossibile avere un incidente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *