Una rete di treni per la città metropolitana paolo serra 9 dicembre 2011

SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO: QUESTO SCONOSCIUTO

Paolo Serra   l’UNITA’ 9 dicembre 2011

Da un’indagine del Medec pare che solo il 52% dei bolognesi sia a conoscenza del SFM, male sanabile con una campagna informativa mirata. Ma anche chi ne ha sentito parlare, e purtroppo, a quanto pare, amministratori e tecnici del Comune di Bologna del post Vitali, lo concepisce come un mozzo (la Stazione Centrale) verso il quale convergono i raggi delle otto linee (Porretta – Bazzano – Modena – Verona – Ferrara – Budrio – Imola –Firenze) più il braccetto verso la Fiera. Questa, però, è una concezione distorta e riduttiva, figlia di una visione del territorio superata da almeno trent’anni. Quella di una città principale concentrata in un Centro Storico collegata con i Centri Storici di alcune cittadine secondarie tramite stazioni ferroviarie  poste il più vicino possibile ai centri stessi. Lo sprawl urbano (sparpagliamento) ha fatto piazza pulita di questa concezione e le progettazioni infrastrutturali di Vitali ne tennero ben conto. Da allora il SFM viene continuamente citato come strategia basilare per contenere lo sprawl ed evitarne lo sviluppo. Non più hub and spoke (mozzo e raggi) ma web (rete) con linee passanti (che fortuna non avere una stazione di testa come Firenze o Milano!) e nodi di interscambio. Il nostro SFM ha, certo, 5 linee passanti dalla Centrale, ma ne ha 4 anche a San Vitale – Rimesse e Prati di Caprara e 2  a Borgo Panigale ed Aeroporto. Questo allarga incredibilmente le possibilità del servizio, accorcia i tempi e consente sinergie impensabili con  il vecchio modello. Non solo si potrà andare senza cambiare da Pianoro a Porretta, da Budrio a Bazzano, da San Ruffillo a Crevalcore, e da Imola a Ferrara, ma da San Vitale si potrà andare direttamente ovunque, tranne Modena, da Prati di Caprara ovunque, tranne Ferrara e Imola. Ed il Marconi con il progetto Tecnicoop  che presentò la Sab nel 2000, potrebbe essere raggiunto direttamente da 69 fermate del SFM e da 8 capoluoghi di provincia (esclusa Ferrara) e, comunque, da 8 treni ogni ora dalla Centrale.

La domanda sorge spontanea: ma il Comune di Bologna considera veramente il SFM come asse strategico cardine di tutto il trasporto pubblico dell’area metropolitana, quella grande urbanizzazione diffusa che esiste già per la vita quotidiana dei cittadini e che stenta a trasferirsi nella pratica amministrativa e, quel che è peggio, nella visione politica degli amministratori? Non pare, se proprio due dei nodi non sono stati ancora costruiti (San Vitale e Prati) ed il terzo (Aeroporto)  è stato interrotto al grezzo, se il 16° binario della Centrale è stato immolato al People Mover, se ben tre proposte di sinergia dell’SFM con il Marconi (1994 Sasib-Railwais, 2000 Sisplan-Assindustria, 2000 Tecnicoop-Sab) sono state ignorate o affossate da Guazzaloca e non più riprese dai suoi successori, se l’interramento urbano della Bologna-Budrio verrà fatto ad un solo binario precludendo ogni sviluppo futuro. Di fronte a questa valanga di indizi quale giudice proscioglierebbe l’imputato?

Proprio per queste ragioni dal 2001 c’è chi si è battuto, e continua a battersi, contro tutte le progettazioni infrastrutturali che non tengono conto del SFM o, peggio, lo indeboliscono, siano la Mab ed il Civis di Guazzaloca, siano la Metro-tramvia o il People Mover di Cofferati, la questione non è “politica” bensì squisitamente “urbanistica” e, perciò “trasportistica”, perché nel mondo attuale non c’è distinzione fra i due termini (ma è così, dai tempi della locomotiva a vapore). Concordo con Merola, cessiamo di essere provinciali! bene, diventiamo metropolitani!

 

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2 pensieri su “Una rete di treni per la città metropolitana paolo serra 9 dicembre 2011

  1. Non sono d’accordo su tutto, per esempio ritengo che il people mover sia perfetto per quello che deve fare (navetta stazione-fiera) e si integra e non toglie niente aL SFM.
    Per il resto sono abbastanza d’accordo con l’articolo.
    Ma soprattutto quando fa riferimento al fatto che nel tratto bologna-via larga, dove si vuole interrare solo il binario esistente sono assolutamente d’accordo che sarebbe un errore madornale.
    NON SI PUÓ NON PREVEDERE IL DOPPIO BINARIO.
    DEI POLITICI CHE FACESSERO UNA COSA COSÍ MIOPE SAREBBERO DA INTERNARE.

    • Il people mover ha già tolto al SFM la stazione Aeroporto costruita al greggio e sospesa che costringerà tutti gli utenti fino a Mirandola a passare davanti al Marconi, non scendere, arrivare a Bologna, andare fino al binario 16 e prendere il people mover (con un aggravio di costi di almeno 8,70 euro) ed ha ha tolto al servizio il binario 16 della Centrale rendendo più complicato il transito e la fermata dei treni. Inoltre per superare il tetto di 7 milioni di passeggeri annui occorre costruire una nuova aerostazione. L’unico spazio possibile è proprio in fondo a via Bencivenni, cosicché fra qualche anno il capolinea del people mover sarà distante dai check-in quasi quanto la stazione interrotta, e non potrà essere prolungato a causa di una servitù militare invalicabile. Trova tutta la documentazione alla pagina della presentazione tenuta in Commissione Comunale Mobilità l’1 dicembre scorso.
      Per quanto riguarda il tratto Stazione-Fiera nulla di meno adatto di una navetta automatica di scarsa capacità per fronteggiare una domanda concentrata sia nei giorni che nelle ore. Oggi nei momenti topici, come il Motor Show o le fiere del settore edilizia dalle 8,30 di mattina nel parcheggio di piazza XX settembre stazionano 6 autobus da 90 passeggeri che fanno la spola continua, mentre il 35 diventa inespugnabile.

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