PEOPLE MOVER: LE NOSTRE DOMANDE SONO PROVINCIALI O SEMPLICEMENTE RAGIONEVOLI? paolo serra L’UNITA’ 27 novembre 2011

PROVINCIALISMI E INFRASTRUTTURE  


Che Bologna sia provinciale è indubitabile se col termine si vuol intendere “ che ha mentalità arretrata, gusti rozzi, tipici di chi vive in provincia”, (Cortellazzo-Zolli). Basta osservare le reazioni degli esercenti (o dovrei chiamarli, provincialmente, bottegai?) alle proposte di pedonalizzazione (speriamo totale)  delle strade o piazze sulle quali si affacciano le loro vetrine. Assoluta opposizione, fino a minacciare l’auto da fè ai tempi dell’unica realmente esistente in città, via D’azeglio nord. Mentre in tutto il mondo, al contrario, si consorziano per facilitarle, anche nella nostra sorella Firenze. Ed anche l’indifferenza della maggior parte dei cittadini sul processo di metropolizzazione istituzionale. Se ne parla dal 1992 ma il ragno è ben chiuso dentro il suo buco. A Bologna, poi, basta la venuta di una rock star per bloccare tutto il centro. Non si capisce, però, a che titolo l’appellativo sia stato lanciato verso i due gruppi che cercano di segnalare gli errori di progettazione del People Mover e le insufficienze del conto economico della Marconi Express. Vero è che io ed i tecnici,  avversi agli assurdi progetti di Guazzaloca, che si ritrovarono nel 2001 nel Laboratorio Bologna Pulita (di cui Merola stesso dovrebbe avere ricordi diretti), diciamo da 10 anni le stesse cose. Sfugge, però, il provincialismo, e l’erroneità nascosti nella opposizione al Mab, al Teo/Civis (bella fine per entrambi…) e nella contemporanea rivendicazione del SFM e del tram di Vitali sulla T rovesciata. Il morbo di Guazzaloca (forse il terrore del provincialismo?), però non è stato esente neppure Cofferati, che accettò il Civis e optò per la metro-tramvia invece di ripartire col tram, ed inventò il People Mover, del quale si contestò già nel 2007 di essere un dessert propinato come unico cibo ad una famiglia che non riesce a mettere assieme un piatto di pasta ed una fettina di carne decenti. Nel programma cui Merola continuamente si appella c’era scritto “finanza di progetto”, che vuol dire nessun intervento pubblico oltre i 27 milioni che la Regione ha, inspiegabilmente, elargito a fondo perduto (fondi dell’U.E. per le aree sottosviluppate che avrebbero potuto trovare impieghi più consoni). Al contrario ci troviamo una spa per un quarto ATC  che diventerà in breve tempo tutta pubblica. Il deficit della Marconi Express, che nasce con una rata annuale di rimborso mutuo di almeno 5,5 milioni, pari a 730.000 paganti a 7,50  euro, verrà dunque infilato nel calderone del TPL? Siamo in trepida attesa,  da luglio, di conoscere questi “private equity fund” (come li chiama la presidente del CCC, che li cerca dal 2008 ed alla fine ha dovuto virare sull’ATC stessa), desiderosi di entrare in una impresa di così sicuro successo. Più che provinciali ci sembra di poterci definire “ragionevoli”. Ma questo vocabolo ha, da secoli, poco successo, a Bologna: basta guardare la Garisenda e San Petronio. Devo anche una risposta all’amica Rita Finzi che mi appella di fantasioso ed erroneo per la mia ipotesi sui costi di esercizio della Marconi Express. In mancanza di dati pubblicati si fa quel che si può. Ad esempio né nello studio della KPGM del 2006,  né in quello del CCC del 2008 e neppure in quello successivo dell’Atc ho trovato una previsione sul numero dei dipendenti della ME spa, Oggi 26 novembre afferma che saranno 10. Mi chiedo se è la stessa Rita Finzi che rivelava al Corriere della Sera del 18 ottobre scorso che “in servizio occuperà 18 tecnici specializzati”.

Paolo Serra

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Un pensiero su “PEOPLE MOVER: LE NOSTRE DOMANDE SONO PROVINCIALI O SEMPLICEMENTE RAGIONEVOLI? paolo serra L’UNITA’ 27 novembre 2011

  1. Il People Mover è un progetto destinato a fallire. Non sono in grado di dare delle ragioni tecniche per questo, mi baso solo sulla statistica: nessuna opera è stata realizzata a Bologna negli ultimi vent’anni per risolvere il problema del trasporto pubblico locale. Piccoli interessi di partito, quelli si provinciali, hanno impedito a qualunque giunta di portare a termine un qualche progetto. Ogni genio che si è succeduto al precedente alla guida della città, ha prodotto modifiche e nuovi progetti, richiesto autorizzazioni, stampato pezzi di carta fino ad ottenere un niente totale…. Nientre Mab, niente metro-tranvia, niente Civis, niente di niente. Solo spese ingenti in progetti. Il poco di benessere che ancora rimane in questa città arriva da lontano al tempo di un’amministrazione che sapeva guardare avanti. Oggi solo parole e nessuna vergogna per il vuoto di capacità progettuale dimostrato dalla Sinistra di governo da Vitali in poi, e dalla destra di Guazzaloca per il poco che ha governato. Il problema è semplice: ci sono progetti che richiedono tempi lunghi e accordo tra tutti indipendentemente dal colore politico. Ci sono progetti che non richiedono capacità di governare, ma solo amore per questa città. Un amore schiacciato dall’interesse. Che tristezza…………..

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